Oggi, 21 dicembre, facciamo memoria

del TRANSITO

della madre Maria Lorenza Longo

 

LE ORIGINI DELLE CAPPUCCINE

NELLA «HISTORIA Capuccina»

DI MATTIA BELLINTANI DA SALO’ 

 Di Maria Laurenzia detta la signora vedova Lunga, fundatrice delle cappuccine di Napoli

10.490 Due giorni prima che morisse fe’ loro un gran sermone,essortandole all’osservanza della Regola e alle altre virtù, ma singolarmente alla pace, usando le parole che Cristo disse agli apostoli: Vi do la mia pace, e la mia pace vi lascio. E abbracciandole tutte ad una ad una, raccommandolle in particolare alle più vecchie e pregò l’abbadessa ad aver cura di loro, aiutandole all’osservanza, avendo loro compassione e non lasciandole anco nei bisogni corporali mancar cosa alcuna.

Poi fecesi portare innanzi ad un Cricifisso che stava in una capella, ove molte ore stette mirando sempre con gli occhi fissi e poco parlando. Ma fecela per ubidienza l’abbadessa ritornare alla sua camera, ove più volte ragionò in secreto col suo confessore, che era fr. Francesco Liardo; e fra le altre cose gli disse che il Signor Iddio stava molto adirato con la città. E poco stette poi che successero i romori di Napoli. Ed essortava le monache a pregare Iddio che placasse l’ira sua. Fecesi ancora chiamare la duchessa di Termini, la quale tutto quel tempo stè con lei e più volte le ragionò segretamente e gli rivelò che poco anch’essa avea da campare.

10.491 Giunta al fine, videsi ch’ella combatteva col demonio, mostrandogli la faccia turbata e minacciandolo. Volle la sua fedelissima suor Maria confortarla, dicendo che non temesse; ma ella a lei rivolta dissele in suo linguaggio:

«Cagliá vos», cioè: Tacete!

E ponendosi il dito sopra la bocca le fe’ segno che tenesse silenzio, dicendo essa:

«Io tengo chi mi aiuta».

E voltandosi con allegro volto alla destra, ove era il Crocifisso, mostravalo con la mano alle sorelle, così accennando che egli era quello che l’aiutava.

E poco avanti lo spirare, voltatasi alle sorelle, disse loro:

«Sorelle, a voi pare che io abbia fatte gran cose di buone opere; ma io in niente di me stessa confido, ma tutta nel Signore».

E mostrando la punta del dito piccolo disse:

«Tantillo di fè mi ha salvata».

E questo disse con gran giocondità e con bellissima faccia. Tenne sempre il Crocefisso in mano. E poco dopo le dette parole, baciandolo, disse tre volte: Giesù! E spirò.

 

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