SUOR M. DELFINA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE

 

Da quel ramo del lago di Como che volge a Mezzogiorno”    

Gésile Radaelli, nata a Calolziocorte (LC) l’8 luglio 1945, amante della montagna e sempre memore delle scalate sulle Dolomiti, è arrivata al Mar Ligure, al nostro Monastero, per seguire le orme del Signore Gesù come le avevano seguite S. Chiara, la B. Madre Lorenza Longo, S. Veronica Giuliani, la B. M. Maddalena Martinengo, nella contemplazione del Dio d’amore, nella dimensione quotidiana della vita fraterna.

Era il 15 agosto 1966.

Alla vestizione aveva assunto il nome nuovo di Sr. M. Delfina del Preziosissimo Sangue. Era il 30 aprile 1967.

Aveva vissuto parte della formazione iniziale nel monastero di Ferrara e da lì era tornata a Genova desiderosa anche di continuare a curare i rapporti di fraternità con le sue compagne di noviziato.

Aveva professato la Regola di Santa Chiara in questo Monastero  il I  maggio 1968.

Dotata di molti doni, ha desiderato imparare e ha scritto numerose e pregevoli ikone per l’uso liturgico e per le persone che negli anni venivano a chiederle.  Con l’intento sempre di servire nella bellezza delle forme, delle linee, delle terre, dei colori, Colui che è il più bello tra i figli degli uomini, il Signore Gesù. La Bellezza fatta carne.

Con lo stesso spirito, quando le fu chiesto di confezionare gli abiti per i nostri fratelli Cappuccini, si impegnò molto e riuscì bene, con dedizione e affetto, per molti anni, curando anche la prossimità ai fratelli, anche ai giovani frati, che venivano e sapevano di trovare in lei una vera sorella in Cristo.

Negli anni ha partecipato a numerosi corsi di formazione nell’ambito del nostro Ordine, ma più di tutti le era rimasto scolpito nel cuore il tempo che aveva desiderato vivere al Santuario della Verna in occasione del suo 50° di Consacrazione.

Giorni preziosi di ritiro e anche di incontro con persone, con fratelli e sorelle che poi hanno continuato a tenersi in contatto con lei e con la nostra fraternità.

Mentre viveva la buona battaglia della fede, nel suo fisico lungo il lento scorrere del tempo si formavano diverse forme tumorali che si propagarono in tutto il suo organismo. Con amorevole serenità e fortezza sopportò pesanti e continue cure mediche, sempre grata della competenza e umanità dei medici e del personale sanitario cui era affidata.  E raccontando a noi con dovizia di particolari i numerosi incontri con gli altri pazienti cui rimaneva vicina e ai quali assicurava la preghiera della comunità.

Consapevole di essere sempre più vicina all’Incontro che dona la Vita vera, aveva a cuore la sua famiglia d’origine, la mamma, il papà, i due fratelli maggiori, e negli ultimi giorni il Signore le ha donato di poter abbracciare i suoi cari nipoti tanto amati.

“Il Signore usa pazienza con noi non volendo che alcuno perisca”

Il Signore le ha usato una attenzione speciale anche in questi giorni, con fatti precisi, che hanno reso palpabile a lei e a tutte noi la sua Presenza nella prossimità della Madre Chiesa: il giorno I febbraio, domenica IV del Tempo Ordinario, abbiamo avuto la visita del nostro Arcivescovo, Padre Marco Tasca, che è andato a trovarla in infermeria e si è soffermato con lei amabilmente.

Qui la comunità riunita in giardino intorno al nostro Arcivescovo Padre Marco Tasca nel giorno di Santa Chiara dello scorso anno. Sr. Delfina è alla sua destra.

Nello stesso giorno Domenica I febbraio, è venuto a trovarci nel pomeriggio, il Padre Provinciale, Fr. Luca Simoncini.

Tutta la Comunità si è riunita in preghiera intorno a sr. Delfina e il padre ha impartito a lei e ad altre due sorelle il Sacro Olio  durante il Sacramento dell’Unzione degli infermi.

Il giorno 2 febbraio, Festa della Presentazione di Gesù al Tempio e XXX GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA, mentre in Cattedrale il Vescovo celebrava con tutti i Consacrati e le Consacrate della Diocesi, nella nostra Cappella c’è stata una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinal Angelo Bagnasco.  L’omelia è stata tutta centrata sull’INCONTRO che il Signore, lo Sposo, desidera, prepara e porta a compimento con il Suo popolo, e con ciascuno di noi. Fino allo spalancarsi della GRANDE PORTA CHE NE SARA’ LA PIENEZZA.

E la Grande Porta si è aperta, lo Sposo ha incontrato sr. Delfina nella notte del 3 febbraio, e l’ha trovata con la lampada accesa. Per camminare con Lui per sempre.

Noi la ricordiamo lieta di portare la sua croce in unione con Cristo, come i nostri Santi Francesco e Chiara.

In questo Anno Giubilare, in cui facciamo memoria degli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Siamo grate al Signore per ciascuno dei suoi doni, per il dono delle sorelle, per il dono di sr. M. Delfina.

 

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