Carissimi fratelli, sorelle, amici,

il tempo della Santa Quaresima in questo prezioso Anno Giubilare della Misericordia è stato segnato in modo netto dal viaggio del Santo Padre Francesco in America Latina. Anche a noi è stato dato di coglierne i passi e le parole, il peso e il valore dei gesti. Abbiamo accolto con profonda gratitudine lo storico momento dell’incontro-colloquio-abbraccio con S.S. Kirill Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, lungamente atteso; abbiamo pregato perché questo non fosse solo un bel momento,ma una tappa viva di un cammino di reale e definitiva riconciliazione dopo lunghi secoli di lontanza e diffidenza. Ora è ancora più importante pregare gli uni per gli altri e gli uni con gli altri. Anche in vista del Concilio pan ortodosso che si celebrerà nei prossimi mesi. Il loro incontro fraterno ha avuto luogo a Cuba, all’incrocio tra Nord e Sud, tra Est e Ovest. Da quella isola, simbolo delle speranze del “Nuovo Mondo” e degli eventi drammatici della storia del XX secolo, hanno rivolto la loro parola a tutti i popoli dell’America Latina e degli altri Continenti.

I due polmoni della Chiesa uniti in una unica voce e in un abbraccio di pace, hanno assunto il grido dei fratelli e lo hanno innalzato al Padre; una preghiera sola col grido del Figlio di Dio fatto Uomo, umiliato, condannato, crocifisso e morto in croce; e risorto perché ciascun uomo sulla terra fosse salvato e redento, fosse lavato nel Suo sangue prezioso. Rimandandovi alla “Dichiarazione Congiunta” ne riportiamo alcune parole particolarmente significative:

“Il nostro sguardo si rivolge in primo luogo verso le regioni del mondo dove i cristiani sono vittime di persecuzione. In molti paesi del Medio Oriente e del Nord Africa i nostri fratelli e sorelle in Cristo vengono sterminati per famiglie, villaggi e città intere. Le loro chiese sono devastate e saccheggiate barbaramente, i loro oggetti sacri profanati, i loro monumenti distrutti. In Siria, in Iraq e in altri paesi del Medio Oriente, constatiamo con dolore l’esodo massiccio dei cristiani dalla terra dalla quale cominciò a diffondersi la nostra fede e dove essi hanno vissuto, fin dai tempi degli apostoli, insieme ad altre comunità religiose.”n.8  “Eleviamo le nostre preghiere a Cristo, il Salvatore del mondo, per il ristabilimento della pace in Medio Oriente che è “il frutto della giustizia” (cfr Is 32, 17), affinché si rafforzi la convivenza fraterna tra le varie popolazioni, le Chiese e le religioni che vi sono presenti, per il ritorno dei rifugiati nelle loro case, la guarigione dei feriti e il riposo dell’anima degli innocenti uccisi.”n.11

 

“Il nostro sguardo si rivolge alle persone che si trovano in situazioni di grande difficoltà, che vivono in condizioni di estremo bisogno e di povertà mentre crescono le ricchezze materiali dell’umanità. Non possiamo rimanere indifferenti alla sorte di milioni di migranti e di rifugiati che bussano alla porta dei paesi ricchi. Il consumo sfrenato, come si vede in alcuni paesi più sviluppati, sta esaurendo gradualmente le risorse del nostro pianeta. La crescente disuguaglianza nella distribuzione dei beni terreni aumenta il sentimento d’ingiustizia nei confronti del sistema di relazioni internazionali che si è stabilito.”n.17

 

“La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. È l’amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono. Il matrimonio è una scuola di amore e di fedeltà. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica.”n. 20

 

“Cristo è fonte di gioia e di speranza. La fede in Lui trasfigura la vita umana, la riempie di significato. Di ciò si sono potuti convincere, attraverso la loro esperienza, tutti coloro a cui si possono applicare le parole dell’apostolo Pietro:«Voi, che un tempo eravate non-popolo, ora invece siete il popolo di Dio;voi, un tempo esclusi dalla misericordia,ora invece avete ottenuto misericordia» 1Pt 2, 10.” n.29

E il Santo Padre Francesco ha più volte richiamato e richiama anche noi alla nostra vocazione nella Chiesa, e ad essere sempre più realmente con un cuore aperto, spalancato,perché la nostra vita sia quella di un’Anima-Mondo per la Gloria di Dio, per ciascun fratello e sorella. In questo respiro preghiamo e viviamo con ciascuno di voi con le vostre gioie e i vostri dolori, i desideri e le ansie, le fatiche e le speranze, e le consegniamo al Signore Vivo e Risorto,Vivo e Presente, ogni giorno.

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