Santa Veronica Giuliani
ESPERIENZA E DOTTRINA MISTICA
Pagine scelte a cura di P. Lazaro Iriarte OFM CAP
Roma, 1981
Fanciullezza e adolescenza (1661-1677)
SESTO GIORNO
Orazione mentale e penitenze
Di quattordici anni incominciai a fare orazione mentale, ed il mio confessore per sua carità me la insegnava. Di già vi sentivo assai consolazione, non dico certi lumi, perché al principio altra consolazione non avevo che di stare lì per dare gusto al Signore. Questo era il mio contento. Poco vi dimoravo; al più mezz’ora. Bensì mi sentivo alle volte certi desiderii del patire. Così dissi al mio confessore di fare alcuna penitenza. Esso non me la volle concedere, stante che dubitava mi facesse male. Io non gli volli dir niente che l’avevo fatta più volte, e lui non lo sapeva, perché appunto allora vi cominciavo andare.
Così per quel tempo lasciai e non dissi altro. Quando poi perseveravo in detta orazione, più mi venivano ansie di patire. Giacchè il confessore non mi voleva dare tale licenza, io non sapevo come mi fare; di nuovo lo pregavo che me la desse. Così alla fine mi contentò, e mi concesse il cilizio e la disciplina tre dì della settimana. Così facevo, ma tutto questo mi pareva un niente. Tanto lo facevo.
Come veniva il giorno della comunione, io non capivo in me per il contento; ed in quel dì parevami di sentire dentro di me una voce, la quale così mi diceva:
- Eccomi: sono con te.
Di già mi pareva che fosse il Signore che così mi dicesse, perché a questa voce sentivami tutta ravvivare da morte a vita, ed anche mi infiammavo tanto, che delle volte mi era addimandato che cosa avevo. Di quello che mi sentivo dissimulavo; dicevo tutto l’opposto.
