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“San Francesco abbraccia Cristo crocifisso”, opera dello spagnolo
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Francisco Ribalta, realizzato intorno al 1620: è un olio su tela,
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conservato presso il Museo de Bellas Artes di Valencia.
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Carissimi Sorelle, fratelli, amici,
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se con l’aiuto del Signore, con la Sua Grazia, con la Sua Presenza che salva, con la Sua Compagnia che è la vita, ogni giorno è dono e ogni tempo ci è donato come il momento favorevole per la nostra vita, per la nostra crescita, è ancor più vero per questo anno 2026 in cui facciamo memoria del beato transito di San Francesco.
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Il Santo Padre Leone XIV ha voluto solennizzare questo anno scrivendo ai generali delle Famiglie Francescane; quindi, a tutti noi figli e figlie di San Francesco un messaggio che riconosciamo indirizzato a tutta la Chiesa, proprio perché il Santo Padre ha voluto donarci un Anno Giubilare, e ha fatto di ciascuna chiesa francescana un luogo privilegiato in cui pregare e chiedere il perdono. Per questo desideriamo condividerne con voi i passi salienti per prepararci insieme alla Santa Pasqua. Per vivere come Corpo di Cristo il Mistero della nostra salvezza.
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“Francesco, all’inizio della sua vita evangelica, aveva ascoltato una chiamata: «Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto:
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“Il Signore ti dia pace”»
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Con queste parole essenziali, consegna ai suoi Frati e a ogni credente lo stupore interiore che il Vangelo aveva portato nella sua esistenza: la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno. È lo stesso saluto che la sera di Pasqua il Signore risorto rivolge ai suoi discepoli, spaventati e chiusi nel cenacolo: «Pace a voi» Non è una formula di cortesia, ma l’annuncio certo della vittoria di Cristo sulla morte. Come la voce degli Angeli nella notte di Natale – «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama» – così la pace che il Padre Serafico annuncia è quella che Cristo stesso ha fatto risuonare fra cielo e terra.
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In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, egli continua a parlare. Non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace.
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In questo Anno di grazia, desidero consegnarvi una preghiera affinché San Francesco d’Assisi continui a infondere in tutti noi la perfetta letizia e la concordia:
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San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato, intercedi per noi presso il Signore.
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Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera, insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro.
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Tu che, disarmato hai attraversato le linee di guerra,
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e di incomprensione, donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini.
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In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni, intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo. Amen”
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Accogliamo l’invito del Santo Padre, invochiamo il Padre San Francesco come amico che il Signore ha posto sul nostro cammino e come intercessore perché impariamo da lui a pregare ed anche guardiamo a lui per imparare ad essere operatori di pace nel luogo a ciascuno assegnato, in monastero, in famiglia, nel luogo di lavoro.
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Preghiamo per voi e siamo certe e grate della vostra preghiera.
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Il Signore è veramente risorto!
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la madre Paola Chiara e le sorelle Cappuccine
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