Nascita di Gesù, Scuola Beato Angelico

 

Incarnazione del Signore 2020

 

 

Gesù è quel Dio che

povero fu posto nella mangiatoia,

povero visse nel mondo

e nudo rimase sul patibolo.

                                                 4LetAg; Cfr. FF 2904

 

 

Carissimi fratelli, sorelle, amici,

«abbiamo un tesoro in vasi di creta» (2Cor 4,7) —ci ricorda san Paolo— e ce lo ha sottolineato il nostro nuovo pastore, Mons. Marco Tasca nell’omelia pronunciata in occasione della solennità di Santa Chiara.

E che siamo vasi di creta ce lo  ricorda bene il covid 19 che ha fatto emergere tutta la nostra impotenza davanti a un essere invisibile, ma che ha in sé un potere devastante, il potere di togliere la vita.

Ci rendiamo conto di essere vasi di creta quando ci troviamo davanti alla malattia che ci impedisce una vita “normale” o che ci porta via una persona cara.

Siamo vasi di creta quando i problemi della vita—sul lavoro, nelle relazioni, a causa dell’anzianità, ecc.—ci rendono pesante l’esistenza e vorremmo fuggire chissà dove in cerca di serenità e di pace.

«La nostra carne non è carne di bronzo, né la nostra forza è la forza della pietra, anzi siamo fragili e inclini a ogni debolezza corporale (3LetAg; FF 2897)».

Ma anche se questa è la nostra realtà—quella di essere vasi di creta—ci è chiesto di non perdere di vista il  Tesoro incomparabile»  (3LetAg; FF 2885) che ognuno di noi porta dentro di sé, perché anche quando tutto viene meno, resta solo Lui, il Dio della vita, e con Lui è possibile “rimanere” nelle tempeste senza disperare.

«Come Maria lo raccolse nel piccolo chiostro del suo sacro seno e lo portò nel suo grembo verginale» (3LetAg; FF 2890), così anche noi siamo portatori di Cristo in virtù del battesimo  e in virtù del fatto che siamo sue creature, siamo creati dall’Amore, con Amore e per Amore ed è quello stesso Amore che abita dentro di noi nonostante noi, le nostre debolezze, le nostre fragilità.

Il Verbo di Dio, il Signore dei Signori, il Dio dei nostri padri, si è fatto debole insieme a noi per renderci liberi dal peccato, dalla morte, ma anche dalle nostre fragilità che in Lui sono già risanate e non gli impediscono di continuare ad amarci.

 

Con questa consapevolezza di  figli, sempre e comunque amati da Dio abbiamo vissuto insieme con voi gli eventi  che hanno coinvolto la nostra amata città e la nostra Madre Chiesa.

L’8 maggio abbiamo appreso con grande gioia e letizia il nominativo comunicato dal Cardinale Angelo Bagnasco, del suo nuovo successore padre Marco Tasca, felici che la scelta di papa Francesco sia caduta su un francescano.

L’11 e il 12 luglio abbiamo così seguito l’Ordinazione Episcopale del nostro nuovo Pastore e il suo ingresso in diocesi.

Non potevamo mancare nemmeno all’inaugurazione del nuovo Ponte Genova San Giorgio, alla quale abbiamo partecipato con commozione per il ricordo delle vittime del crollo del Ponte Morandi, ma anche con grande emozione e gratitudine nei confronti del Signore e di chi, grazie a Lui, ha partecipato alla ricostruzione del viadotto diventato ora segno di speranza e di rinascita, della possibilità di ricominciare a camminare e costruire con frutto dalle macerie, da quella che sembrava una “morte” definitiva.

L’ 11 agosto, solennità di Santa Chiara, è stato per noi un evento doppiamente gioioso e carico di letizia francescana, e non solo per la festa che con grande amore ogni anno celebriamo per la nostra amata Madre santa Chiara. Altro motivo di grande gioia, infatti, è stata la presenza tra noi del nostro nuovo vescovo Mons. Marco Tasca che con grande semplicità francescana si è intrattenuto con noi come padre e fratello. Per lui e per il suo nuovo ministero  la nostra continua preghiera.

 Il mese di ottobre, in modo particolare, è stato un tempo ricco di grazia e benedizione per il nostro Ordine, per la Chiesa, per il mondo:

  • l’elezione della Madre Presidente della Federazione delle Clarisse Cappuccine d’Italia;
  • l’elezione del Padre Provinciale che ha visto confermato in questo servizio padre Francesco Rossi;
  • l’Ordinazione diaconale dei nostri fratelli Andrea Oddone e Angelo Lecca;
  • l’introduzione del nuovo Messale Romano;
  • l’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti” alla vigilia della solennità di san Francesco;
  • la liberazione tanto attesa e sperata di padre Pier Luigi Maccalli;
  • la beatificazione del giovane Carlo Acutis;
  • il decreto firmato da Papa Francesco per la beatificazione della nostra Madre Maria Lorenza Longo che ha dato inizio alla “famiglia” delle Clarisse Cappuccine.

Gioite, dunque anche voi nel Signore sempre carissimi, e non vi avvolga nebbia di amarezza, fratelli in Cristo amatissimi, gioia degli angeli e corona nostra, sorelle vostre  (Cfr. 3LetAg; FF 2887).

 

 Comprendete l’ora della

Tempesta e del naufragio,

è l’ora della inaudita prossimità di Dio,

non della sua lontananza.

Là dove tutte le altre sicurezze

si infrangono e crollano

e tutti i puntelli che reggevano la nostra esistenza

sono rovinati uno dopo l’altro,

là dove abbiamo dovuto imparare a rinunciare,

proprio là si realizza questa

prossimità di Dio.                              

                                                              Dietrich Bonhoeffer

 

 

Sr Maria Benedetta e le sorelle Clarisse  Cappuccine

 

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