La comunità

La nostra comunità

La nostra comunità è presente a Genova, pur in edifici diversi rispetto all’attuale, fin dal lontano 1577.

La vita religiosa della comunità si svolge nella sua regolarità – a parte in alcuni periodi tragici come la Rivoluzione Francese – da 435 anni, grazie alla presenza di sorelle che hanno sostenuto con la loro questa forma di vita. Certamente in un periodo di tempo così lungo ci sono stati periodi di alti e bassi, come nella vita di ogni famiglia e persona.

E’ del secolo scorso (1947, nell’immediato dopoguerra), ma recente per la storia della comunità, la fusione della comunità di Genova con quella delle Clarisse Cappuccine di Sanremo, di cui Suor M. Clemente del S. Cuore, decana della comunità, è l’ultimo membro ancora vivente.
Infatti, nel 1924 a Sanremo nasceva una nuova Comunità di Cappuccine fondata da Angèle Louise Boit ved. Dugne (proveniente dalle Colettine di Assisi) e da Suor Francesca delle Cinque Piaghe, nativa di S. Maria degli Angeli (proveniente dalle Clarisse di S. Quirico in Assisi).
Solo nel 1927 la vita di queste Religiose poté avviarsi in uno stabile adibito a Monastero in Corso Galileo Galilei, all’ombra del Santuario della Costa. Tante e poi tante furono le prove e le tribolazioni di questa nascente Comunità.

La Comunità crebbe e nel 1943 si contavano 31 Monache. Il piccolo Monastero rivelava le sue insufficienze… i locali erano tanto angusti!

Il Monastero di Genova ricco delle sue memorie e del suo patrimonio spirituale, disponeva di una incantevole posizione… ma da anni il noviziato era chiuso. I Superiori si preoccuparono seriamente e dopo vari confronti il progetto di una possibile fusione dei due monasteri prese corpo.

La fusione delle due Comunità avvenne il 12 Ottobre 1947.

Padre Cassiano da Langasco, Ministro Provinciale, presentò con opportune parole alla Comunità riunita il Testo del Rescritto e comunicò il nome delle elette alle cariche di governo. Cosa passava nell’animo delle monache di Genova e di Sanremo? Tanto dolore, ma dolore che doveva rivelarsi fecondo: su quelle lacrime fioriva la speranza!
Un ulteriore passo provvidenziale fu fatto. Il Monastero di Sanremo dipendeva dall’Ordine dei Cappuccini, mentre quello di Genova era sempre stato sotto il governo del Vescovo.
Il Cardinale Giuseppe Siri si dichiarò disposto a che la Comunità – unita – passasse tutta sotto l’Ordine dei Cappuccini!
Per dieci anni interi Padre Angelo da Genova fu vicino alle sorelle in tutti i problemi. Fu completata la costruzione dell’ala a ponente per celle e refettorio. Altri vari lavori si resero necessari: noviziato, infermeria, Cappella esterna strutturata per l’Adorazione Eucaristica, laboratorio, parlatori.
L’adorazione quotidiana di Gesù Sacramentato, caratteristica del Monastero di Sanremo, fu fatta propria dal monastero genovese ed ebbe solenne inizio il 16 Giugno 1950, festa del Sacro Cuore.
Da allora questo Monastero fu denominato «Monastero del SS.mo Sacramento».

Tutti i giorni, ancora oggi, la campana del monastero di Sanremo (Santa Maria degli Angeli) ci chiama a raccolta per i momenti liturgici e dall’alto della collina del Righi segna il tempo di una parte cospicua della città, in un concerto di campane di altri monasteri e chiese, ognuna dal suono inconfondibile.
Solo in occasione dell’ultimo viaggio terreno di una sorella al cimitero di Staglieno, le due campane del monastero, quella della comunità di Genova (Francesco e Chiara) e quella della comunità di Sanremo, accompagnano insieme con la loro “voce” chi ci precede alla casa del Padre, a ricordare ancora questa fusione che ha rigenerato questa nuova e antica comunità.

La liturgia, la preghiera, il lavoro

Per accedere a ciascun pannello sottostante, cliccare sul pulsantino quadrato relativo al pannello.

Gli orari della nostra comunità
feriale   festivo
5,30 6,00 Levata
6,00 6,30 Lodi
6,30 6,30 Preghiera personale
7,15 Liturgia eucaristica
7,40 Terza e Ufficio delle Letture
8,15 8,30 Colazione
8,40 Terza e Ufficio delle Letture
10,30 Liturgia eucaristica
9,00
 — Lavoro
12,00 12,00 Sesta – S. Rosario (solo feriale: Benedezione eucaristica)
12,30 12,30 Pranzo – riordino
silenzio minore
15,00 15,00 Nona e Lavoro (feriali) | Esposizione Santissimo – Nona – Adorazione (festivi)
16,30 Studio comunitario
17,30 17,00 Vespri – Benedizione eucaristica (festivo) – preghiera personale
18,50 18,30 Ricreazione comunitaria
19,30 19,20 Cena
20,10 20,15 Compieta
silenzio maggiore
La preghiera

Primo e principale compito di tutti i religiosi è la contemplazione delle realtà divine e la costante unione con Dio nella preghiera. In forza poi della nostra speciale vocazione, siamo chiamate a indirizzare stabilmente a Dio il nostro spirito e la nostra vita, dedicandoci totalmente a lui in solitudine e silenzio, in assidua preghiera e generosa penitenza. Tale forma di consacrazione a Dio e al suo regno, mentre ci apre all’azione divina e ci dispone a quell’eterna contemplazione, che è la comune vocazione di tutti i redenti, non ci rende affatto estranei agli uomini o inutili alla città terrena. (…) Assumiamo dunque le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti gli uomini, soprattutto dei poveri e di coloro che soffrono.
Dalle nostre Costituzioni n. 60 e 78

 

In forza della nostra vocazione, nel Corpo mistico di Cristo, spetta a noi di offrire a Dio il sacrificio della lode, arricchire il popolo di Dio con frutti di santità, spronarlo con l’esempio e concorrere alla sua estensione con misteriosa fecondità apostolica.
Dalle nostre Costituzioni n.156

Il nostro lavoro

Le sorelle alle quali il Signore ha dato la grazia di lavorare lavorino, dopo l’ora di Terza, applicandosi a lavori onesti e di comune utilità, con fedeltà e devozione, in modo tale che, bandito l’ozio, nemico dell’anima, non estinguano lo spirito della santa orazione e devozione, al quale tutte le altre cose temporali devono servire.
Dalla Regola, cap. VII

Tutte le sorelle si dedichino al lavoro con spirito di fraterna collaborazione, aiutandosi e supplendosi a vicenda con prontezza e generosità, senza ritenere un’occupazione più dignitosa di un’altra, giacché tutto è servizio a “comune utilità”
Dalle nostre Costituzioni n. 134

error: Il contenuto è protetto!